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lunedì 10 novembre 2014

Le invasioni e la lega

Sono tornati alla carica da un po', i leghisti. Le Invasioni. E' questo il loro argomento prediletto, almeno per ora. L'Italia è invasa, pare, ma a saperlo sono soltanto loro. E infatti cosa fanno? Ce lo comunicano in tutti i modi, come compete ad una forza politica. Poco conta, poi, se di invasione non si tratta. Eh no! Perché le parole hanno ancora un peso, soprattutto nella comunicazione verbale, e ciò che loro chiamano invasione altro non è che un drammatico spostamento di popoli. Nei loro assiomi, viene scambiata la necessità di regolamentare un fenomeno crescente, che non riguarda ad onor del vero soltanto l'Italia ma anche altri Stati europei, con una tragedia umanitaria che non può non richiedere accoglienza e organizzazione. Le frontiere sono aperte mentre lo Stato-Nazione, quello chiuso tra i propri confini, protetto dalle insidie del mondo e rinvigorito da accordi politici tra pari potenze, è definitivamente caduto. Non esiste più. E' storia vecchia. Le invasioni, in Italia, negli ultimi anni, non ci sono mai state. Per fare soltanto un esempio, nel 2014 la nostra penisola ha visto l'arrivo di 120.000 persone contro i 10.000.000 di africani che, a causa di guerre, carestie, violenze e condizioni di vita disumane, si spostano all'interno del loro continente verso altri Stati in cui poter vivere meglio. 120.000 contro 10.000.000. Gente che viene da noi perché disperata! Si, certo, siamo invasi, è così evidente! E' così evidente!

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