...... ovvero pensieri e parole a banda larga, senza modulazione di frequenza, per tutte le stazioni, per chi vorrà riceverli, leggerli o ascoltarli.
Insomma, un vero spasso!
Benvenuti a tutti.
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sabato 28 dicembre 2013
Buon Natale
Luminarie, pranzi sontuosi, corse snervanti alla ricerca di regali dell’ultima ora, sensazioni costruite ad arte, immagini pubblicitarie ambasciatrici di un modello sociale finto, patinato, artificiale.
Il nostro Natale è tutto questo, svilito della sua forza drammatica che ne farebbe un evento sconvolgente se solo si provasse a togliere, così come fanno gli scultori con la pietra quando devono lavorarla, tutto ciò che allontana dal significato profondo, vero, di questa festa.
Ritrovarsi, riunirsi e festeggiare è un bene; è segno che la vita comunitaria ha un proprio senso e un proprio ritmo. È un indicatore luminoso, un led.
E se la spia è accesa, perché mai bisogna spegnerla?
Eppure il Natale richiama ad altro.
Interpella lo spirito dell’uomo, quella parte immateriale che, nonostante la sua natura, è capace di donare una forma stabile a comportamenti e aspirazioni.
È un evento, il Natale, che coinvolge in egual misura il Creatore e l'uomo; è un richiamo a quell’amore straordinario che ha mosso Dio a farsi piccolo (da infinito a finito) fin dentro il grembo di una ragazzina di umili origini.
È l’apoteosi di una fiducia incondizionata. Maria che dice il suo “si” nonostante le domande che cominciano ad accompagnare la sua esistenza.
Non tutto è chiaro, anzi, quasi nulla. Eppure la futura madre di Cristo si fa forte (come poi si evincerà dal Magnificat) del mandato di cui Dio l’ha investita.
È un evento che riconsidera la scala sociale. I pastori, ossia gli zingari di allora, gli esclusi, i tagliati fuori anche dall'abbraccio della carità della classe sacerdotale, divengono i primi spettatori del miracolo del Natale.
I dimenticati da tutti non lo sono mai stati veramente e ai confini dell’impero, della visione sociale, delle emarginazioni, la Parola vagisce per farsi udire.
Nelle nostre città il Natale non si sente più. Si corre, si organizza, ci si lamenta della crisi e di quanto, magari, incide la spesa dei regali sul portafoglio, ma in fondo in fondo, non lo festeggiamo più.
E' una festa che dovrebbe cambiare la nostra percezione delle cose, dal profondo, ma ne valutiamo la portata?
Come veicoliamo l'annunzio dell'angelo a chi è solo, abbandonato, malato, travolto dal dolore?
Cosa sappiamo offrire, oltre a finzioni e luci colorate?
In ultima analisi, con il Natale possiamo diventare discepoli di Cristo oppure possiamo continuare a sedere ai tavoli per banchettare e scambiarci auguri e doni.
La sequela o l'immobilità.
Noi cosa vogliamo regalarci?
sabato 7 dicembre 2013
Nelson Mandela
La sua vita, travagliata, magnifica, vissuta per gli altri, si è spenta
in un mare di cordoglio, di ricordi, di gratitudine, di voglia di fare.
Un esempio per tutti.
Per tutte le persone di buona volontà.
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